PROVOCAZIONI ESTEMPORANEE --3—

All' elenco delle Provocazioni -2- vanno aggiunti altri "prendingiro" che non conoscono "pudore sociale" . Ripartiamo da Berlusconi e Tremonti che hanno recitato una sceneggiata che sembra finalizzata a distogliere la gente da riflessioni più serie. Dopo alcuni incontri, mediati da Gianni Letta, fanno pace accettando i reciproci difetti: Berlusconi comprende e ammette che il Ministro non può avere le sue stesse idee, ma quello che conta è la lunga amicizia; Tremonti precisa che il Presidente ha dei soldi un concetto diverso dal suo, senza precisare. Pace fatta. Tremonti può continuare ad applicare le sue idee sulla moneta , mentre Ministri ed altri continuano a far finta di non capire. E il popolo? A questo, per non prenderlo in giro, sarebbe il caso di far conoscere quali sono i due concetti sulla moneta. Quello di Berlusconi è ormai noto in tutto il mondo. L' attuale situazione debitoria non lo preoccupa più di tanto. Anzi, forse gli sta bene così, come a tanti altri, del resto; compreso Confindustria? Si vedrà Quello di Tremonti avrebbe bisogno di verità . Forza Ministro, ci dica come stanno le cose a 360 gradi, cioè, compreso Draghi.

Aggiungiamo velocemente un nuovo entrato nel nostro elenco: Giuliano Ferrara, sul quale abbiamo già scritto, in data 15 febbraio, un articolo titolato : "Tremonti ci prende in giro? " Allora dicemmo di no ma ora....Tornando a Giuliano: a chi vuol far credere, parlando da ""Radio Londra"", che la vendita dei beni statali, e comunque pubblici, sia un' ottima soluzione per eliminare il deficit di bilancio e il debito pubblico? Ma la sua invidiabile e convincente abilità oratoria non basta . Non può non sapere che la messa a frutto, l'alienazione, o la svendita, ammesso che ci siano acquirenti ed utilizzatori, non può risolvere il problema della nostra economia . Allora perché si presta al gioco truffaldino di deviare, senza pensarci due volte, l' attenzione del popolo dalla verità vera della gestione finanziaria dello Stato? Ma non solo. E' possibile che non abbia capito che l' elevazione dell' età del pensionamento rasenta la truffa e non provoca né favorisce l' ingresso dei giovani al lavoro, oltre a non rispettare la libertà costituzionale dei lavoratori di cambiare lavoro quando si vuole? C' è qualcosa che non quadra.

Confindustria

Riprendiamo , per concluderla , l' attività e la funzione della Confindustria della quale , onestamente , conoscevamo poco o niente oltre al fatto che si tratta di un' associazione di categorie imprenditoriali. Ad "illuminarci " è stato l' editore Longanesi col libro Il Partito dei padroni scritto dal giornalista Filippo Astone. Trascriviamo dal sito web dell' editrice la presentazione dell' opera e un brano del libro che ci sembrano sufficienti a confermare la nostra tesi sui troppi "sveltoni" che ci prendono in giro.

Presentazione

""Dopo averci raccontato negli Affari di famiglia le molte miserie e la poca nobiltà dei figli dei padroni, Filippo Astone svela i segreti di Confindustria, un partito come tutti gli altri, con tanto di scandali, guerre interne e conflitti di interesse, ma anche ricco (circa un miliardo di ricavi all'anno), potentissimo e ramificato sul territorio. Di Confindustria si è sempre saputo poco o niente. In questo libro, Astone ne esamina la gigantesca struttura svelandone i meccanismi interni e le complesse e oscure alchimie. Spiega perché è così influente e come funziona il suo potere, quali sono le leggi che ha imposto e in che modo vuole ridisegnare il Paese, delegittimando il sindacato e ottenendo mano libera sui contratti.

Il Partito dei padroni racconta inoltre segreti, trame e strategie dei signori dell'economia italiana e gli scontri sotterranei che ne squassano il tessuto. Scoperchia il santuario dell'establishment economico mettendone in luce la mancanza di ricambio, i compensi incredibili e slegati dai risultati, il parassitismo e la tendenza a comportarsi in modo del tutto analogo, se non peggiore, a quello della "casta" politica.""

IL BRANO

""In Italia il cuore del potere pulsa con il ritmo di due grandi partiti che non si presentano direttamente alle elezioni: la Confindustria e la Chiesa cattolica. L'inchiesta del Partito dei padroni si propone di raccontare la prima e le élite economiche a essa collegate o sinergiche. E lo farà, innanzitutto, rispondendo a una serie di domande: perché Confindustria è così potente in Italia? E' all'altezza del ruolo che ricopre? Quali sono le leggi e i provvedimenti che ha imposto e imporrà? In che modo vuole ridisegnare il Paese?""

Passiamo a Bankitalia

Chi deve indicare il nuovo Governatore? La legge, gli statuti ed altre regole dicono che la competenza è del Presidente del Consiglio. Allora perché al duetto Berlusconi – Tremonti si è aggiunto anche Bossi che vuole un Governatore milanese? Da ciò che si legge o si ascolta sembrerebbe che il Presidente non sappia che pesci pigliare senza usare l' autorità che gli compete. Tremonti, che di gestione monetaria se ne intende di più, ha una proposta diversa dal capo. Draghi già ha dato l'indicazione di un suo collaboratore, ma non si capisce la portata della sua influenza. Non è anche questo un teatrino montato per non far capire chi, come e perché gestirà l' Istituto di emissione nazionale ? Non sarebbe il caso di chiedere ai possibili candidati di esprime per iscritto, in busta chiusa, oltre all' esperienza tecnica maturata anche le sue idee e le sue proposte gestionali della banca in rapporto alla politica finanziaria dello Stato e a quella della BCE? Forse stiamo vaneggiando ma ci viene spontaneo pensare che anche questa vicenda sia una presa in giro della nazione. Ma c' è di più.

Bankitalia è una Società per Azioni la cui assemblea generale ha il compito di nominare ufficialmente il Governatore successore. Allora qualcuno può spiegare agli italiani che senso ha ( ha avuto) far indicare dal Presidente del Consiglio il nominativo del nuovo Governatore che poi sarà eletto dall' Assemblea? Come si può definire questo rapporto ambiguo fra lo Stato, che non è neanche socio, e una Società di banche private , eccetto l' INPS ? Si ha l' impressione che troppi segreti gestionali non vengono pubblicizzati.

Commento finale: a nostro avviso è finito il tempo delle decisioni prese nel segreto delle stanze dei bottoni. La gente ormai vuole sapere di più ma non c'è chi glielo dice. Ma chi potrebbe farlo sembra che non ne voglia proprio sapere.

(continua)