PROVOCAZIONI IN PILLOLE GHIACCIATE DI …."NEVE ORIENTALE"

E' arrivata la neve che si era...".fermata a riprendere fiato". Secondo il meteorologo che ieri sera ha spiegato la situazione a Porta a Porta di Bruno Vespa , la perturbazione climatica che ha prodotto la neve si è generata addirittura tra la Mongolia e il Giappone. Quindi il viaggio è stato lungo , una pausa di riposo era necessaria .

Scherziamoci sopra, ma non troppo , perché i disagi, le difficoltà e, purtroppo, anche i danni provocati dalle Alpi alla Sicilia sono stati reali , improvvisi ed imprevedibili per il popolo consumatore. I satelliti, invece, avevano visto tutto . Perché , dunque , è mancata l' informazione preventiva? . Risposta: manca una normativa unica finalizzata a regolamentare la reazione pubblica e privata ai fenomeni naturali incontrollabili.

Qualcosa, comunque, non ha funzionato a dovere. Entrare nel merito non ci è possibile , e non è il caso. Avanzare, invece, proposte integrative e migliorative delle strutture esistenti è necessario e doveroso da parte di tutti i cittadini , ma in particolare degli Enti di gestione politica : Comuni, Province, Regioni , Governo e Parlamento. La proposta la faremo in chiusura.

C'è, però, anche un aspetto che si potrebbe definire positivo. Osserviamo la questione da un altro versante. E' noto il proverbio che dice : "non tutti i mali vengono per nuocere" . Qualche lettore si starà già chiedendo : - ma che "s'acconta" questo qua ? .- Se guardiamo il rovescio della medaglia si scopre, però, che per l' antica saggezza contadina la neve era una ricchezza. Basta ricordare i più noti, ma ormai dimenticati, proverbi "nevosi" : Gennaio e febbraio empie o vuota il granaio - Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame - Sotto la neve pane e salute - Anno di neve, anno di bene - La neve è la lana dei campi - Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo. Ci sembra, insomma, di poter dire che gli effetti descritti con i proverbi siano tuttora validi.

Non ci resta, dunque, che aspettare con pazienza , impegno sociale e collaborazione, il termine della durata programmata da madre natura. Non ha senso ricercare, durante il fenomeno, i responsabili fra gli "addetti ai lavori pubblici " che , magari, hanno pure sbagliato. Occorre solo rimboccarsi le maniche e lavorare e/o collaborare tutti per limitare il più possibile danni e disagi. Intanto ci può essere di consolazione il fatto, anche questo naturale , che per tutto il resto dell' anno non ci sarà mancanza di acqua sorgiva né quella di scioglimento di neve e ghiacciai che alimenterà torrenti e fiumi. E non si tratta di un effetto disprezzabile.

Arriviamo alla proposta provocatoria , ma non troppo. La gestione politica della società nazionale molto spesso viene meno al dovere di dedicare la propria attività all' impegno doveroso, assunto col popolo, di assicurare e tutelare la buona convivenza dei cittadini. L' attuale struttura sociale, infatti, non è più quella dei proverbi. Occorre adeguare, invece, la gestione pubblica alle necessità insite nella vita di relazione che coinvolge tutti in un turbinio di impegni e di attività pubbliche e private sconvolte dagli imprevisti ed imprevedibili fenomeni naturali come terremoti, nevicate, diluvi ed inondazioni , ma anche incedi, dolosi o meno. Si può dire che c'è la Protezione Civile come struttura tecnica di intervento materiale nei singoli casi di necessità, ma pare che sia in difficoltà per mancanza di mezzi. Adesso, però, non basta più assicurare il soccorso materiale quando accadono episodi distruttivi di ogni tipo . Occorre regolamentare a livello nazionale tutta l' attività di intervento, comprensiva del comportamento dei cittadini, e delle attività pubbliche e private coinvolte, necessario per favorire l' opera dell' intervento pubblico .

Per non farla lunga ed annoiare diciamo che , nei casi, come quello che stiamo vivendo con la neve, occorre una legge che "obblighi" il fermo di tutte le attività ed il movimento della gente che non sia quello legato all' alimentazione e alla salute. Vietare la circolazione di macchine private, assicurare la circolazione dei mezzi pubblici, sospendere e rinviare tutte le scadenze burocratiche, fiscali , giudiziarie ecc. fino al ripristino del normale svolgimento di ogni relazione pubblica.

L' elenco sarebbe ancora lungo ma in questa sede non articolabile in modo efficace . L' idea va, ovviamente, analizzata nei particolari e nelle relative implicazioni. Il concetto resta quello di assicurare l' intervento pubblico per ripristinare la normalità della vita sociale evitando gli intralci che ostacolano o non consentono l' attività di ripristino. Citiamo un solo caso : che senso ha l' obbligo di portare catene a bordo quando è noto che anche con le catene si creano intralci di varia natura se insieme alle catene non si porti anche una pala. Per non parlare, senza offesa , delle donne che anche con le catene nel bagagliaio non sono in grado di montarle quando sono costrette a fermarsi. Con questa proposta speriamo solo di aver dato un contributo di idee che faccia riflettere tutti, oltre a chi di dovere, sulla problematica. Il tempo ci sarebbe anche da subito considerando che il freddo "mongolico" pare che dovrebbe durare ancora otto giorni.

Da parte nostra resta l' impegno di continuare con altre provocazioni.